Io e Clara Mirante

«Da oggi sarò Clara Mirante» mi disse un giorno. Stava spegnendo la sigaretta e fissava la finestra aperta, seduta sul letto con le gambe incrociate e la schiena sul muro; io cercavo di dormire, con la gola raschiata di fumo, respiravo con la bocca tra il sonno e il sogno, tra la sua voce e la luce della lampada e il freddo che entrava dalla finestra era d’inverno, forse febbraio.
«Ti piace Clara Mirante?» mi chiese carezzandomi la fronte.
Ero rimasto a Tania Fantini, il nome della settimana prima, omaggio alla chiesa occupata dalla profumeria in via D’Azeglio, interni circolari che da fuori non diresti, chiesa gentilizia del 1200.
«Tania Fantini è il consumo dell’immagine o l’immagine del consumo, trasfigurazione della bellezza, un percorso per spogliarmi di quello che sono o che sono stata.»
«Mi piace l’idea dietro il nome, mi piace il progetto associato al nome.»

La versione del protagonista

Date: 2008/7/8 11.32
From: “il Protagonista”
To: “WM4”
Cc: “WM”
Subject: Stella del mattino

Ciao,
in allegato una nota su Stella del mattino che uscirà domani[1] nel portale opifice.it
Ho finito il libro da qualche giorno, e ci torno spesso. Mi è piaciuto, complimenti. Non era facile districarsi con tutti quei personaggi e con la figura ingombrante di Lawrence. E non era semplice lasciare la guerra al ricordo o ai resoconti di Lord Dinamite, piegarla al quotidiano ricordare dei protagonisti.
Decimo Cirenaica è uno dei tanti pseudonimi che utilizzo. Sarò io quindi ad affiancarti il 16 luglio.
Un caro saluto,
Il Protagonista

[1] In realtà questo scritto non è mai stato pubblicato.

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Date: 2008/7/8 15.40
From: “WM1”
To: “il Protagonista”
Oggetto: Re: Stella del mattino

Bello. Spero che la frase di Robert de Herte che chiude la rece sia messa lì per amor di paradosso, e non come proposta di morale da trovare nel libro, perché la nostra posizione sul mondo e i tentativi di cambiarlo – come penso sia ovvio – è radicalmente divergente, anzi, direi opposta a quella del filosofo di punta della nuova destra.
R.

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Date: 8 luglio 2008 18.05
Da: “il Protagonista”
A: “WM1”
Cc: “WM4”, “WM”
Oggetto: Re: Stella del mattino

Ciao, grazie per la risposta.
Mi tengo alla larga dalla morale, specie in un romanzo: non la cerco né quando scrivo né quando leggo. Se un romanzo è rappresentazione della realtà, traduzione, automaticamente diviene un tradimento della realtà stessa. Scrivendo di un romanzo quindi – come nel caso in oggetto – il tradimento è doppio e ne sono consapevole. (Tradurre: trans – ducere: condurre al di là; tradire: trans – dère: consegnare al di là.) Ma questo è un altro discorso.
Non v’era morale, quindi, nel mio intento, e spero che la frase a chiudere non arrivi al lettore come proposta di morale da ricercare nel libro. Se credete questo possa accadere sono anche disposto a toglierla, ché nelle mie intenzione voleva semplicemente allargare lo sguardo conclusivo.
Robert de Herte lo conosco personalmente; di più, conosco le sue idee perché le studio da tempo e mi sento di consigliare a chiunque di spenderci sopra qualche anno di analisi: multiculturalismo, ideologia dei diritti dell’uomo, americanismo e antiamericanismo, ecologia, destra/sinistra, lavoro, decrescita, sono solo alcuni studi fra i più recenti dell’immensa produzione del filosofo francese. A proposito di destra e sinistra – e della invenzione mediatica di Nuova Destra datata 1968 – segnalo un suo scritto apparso nel volume edito da Antonio Pellicani Editore nel 1997 dal titolo Destra/Sinistra. Storia e fenomenologia di una dicotomia politica.

Non conosco la vostra posizione sul mondo e i tentativi di cambiarlo, me ne dolgo, non ho mai letto alcun vostro saggio in merito. New Italian Epic e Stella del mattino sono le uniche cose che a oggi ho letto. Cercherò di rimediare.

Cordiali saluti,
Il Protagonista

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Date: 2008/7/8
From: “WM”
To: “il Protagonista”
Cc: “WM4”
Subject: serata annullata

Abbiamo dato una tardiva (e inorridita) occhiata al vostro sito. GRECE, Arianna editrice, metapolitica, tutto l’usuale gergo, immaginario e diorama delle Nuove Sintesi.
Conosciamo le posizioni di Robert de Herte e di Marco Tarchi, abbiamo letto diverse cose di entrambi pubblicate sulle riviste “Elementi” e “Trasgressioni”. Alcuni di noi se ne sono occupati diffusamente negli anni Novanta.
Questo filone di pensiero con noi non c’entra niente, anzi, il Luther Blissett Project è stato anche la negazione attiva di quei discorsi su identità, culturalismo, tradizione, nazione etc.
Noi non vi demonizziamo, non ci auguriamo censure nei vostri confronti e pensiamo abbiate il diritto di esistere e comunicare, ma voi per i cazzi vostri e noi per i nostri. Non vogliamo creare ambiguità e confusione sul nostro conto partecipando a un evento di esponenti della nouvelle droite. Le destre non ci piacciono né vecchie né nuove.
Quindi la serata salta, e tanti saluti.
È colpa nostra, avremmo dovuto informarci meglio sul background di chi ci invitava, ma vedendo il patrocinio del Comune e la partecipazione di colleghi al di sopra di ogni sospetto, abbiamo omesso i necessari controlli.
È un errore che non si ripeterà, adesso che ci siamo informati.

Adieu,
WM

[continua]