in viaggio da seduti con poche ore di sonno

la metro numero sei diretta a dupleix esce dal buio per prendersi l’aria e la luce chiara del pomeriggio, sferraglia sul ponte sopra la senna intanto che inizia l’arpeggio del nostro suonatore di chitarra berretto in testa e barba rada, bianca: suona e canta, questo vecchio giovanotto, e la città è sotto di noi e non c’è altro buongiorno che si potrebbe desiderare: seduti raccolti stretti in direzione contraria alla marcia.