correggere abbandoni

ora, appena dentro casa, ho cercato di trovarmi,
di passare leggero sulle solite distrazioni.
ma ci sei tu, che fai rumore e canti piano e sorridi e mi ascolti con gli occhi
e quando li vedo quegli occhi che ammazzano i marinai
quando li vedo
quegli occhi
dovrei correggere l mio abbandono?

o chiederti di seguirmi?

e né l’uno e né l’altro faccio
appeso come sono

e poi tango

e mi attardo a scrivere di gruppo archigram e dell’assurda concezione che questi “futuristi senza razione” avevano del mondo; un mondo dalle infinite risorse (naturali?) non è il nostro mondo, la nostra terra. uno spazio finito non può accogliere infinite soluzioni di sfruttamento – nemmeno (o tantomeno) in architettura.

[impertinente e presuntuoso. dimmelo ancora.]

e scorro i nomi di quel foglio che poi ho appeso al muro, il tuo foglio.
e mi piace il dettaglio di ogni lettera.
e mi piacciono perfino le nostre facce disegnate.