gugnare sàlute

«Obbligo di lettura puoi dire, obbligo di lettura di là della comprensione per chi supera la nostra porta. Rispondi pure che si bastino del suono, come ci disse Fabrizio Bacone quel giorno: Fanno quello che vogliono mugugnava il proscritto: quel che si può non possono farlo
Fabrizio abbassò il pennarello e rimase vicino al muro intanto che suonava quelle parole di percosse ben date e l’acustica era bianca macchiata:
«È un esercizio» disse, «mandarle a memoria talmente da dimenticarsene. Così si basteranno del suono che fanno.»
Poi andò via.
Noi rimanemmo obbligati al silenzio senza comprenderne la natura: fu il gesto, la parola, la scritta sul muro?

[Sul tavolo, accanto ai resti della cena, ognuno cercava il suo pezzo di destino fino a quel momento condiviso.]