evitazioni

cenato di insalata e di vino bolzano, ho sfogliato matite e colore su carta ruvidada di tecnica prenotandomi un ricordo e poi ancora, pensandomi in terza persona e poi ancora sempre dopo e riflesso nel discorso; ho domandato e sollevato il bicchiere, ho versato l’acqua che spettava alle piante, ho ceduto al riso.
poi ho chiuso la porta e un volume disturbava la quiete pubblica: ero in casa mia: un volume distorto si era preso perfino le case degli altri con infanti che ancora nascono a godere del rumore evitando morfeo. oh, sogno: lamento di rappresentazione che dai forma all’interno preteso di assenza, sfoglia quella cena passata nei tubicoli tirati a lucido, sfoglia barcazza francesco cattani, micheluzzi di premio migliore purché venga sfogliato e grinzato come di copertina, poi dentro, in basso: barcazza.blogspot.com: un gommone sotto una roccia, un cappello che ignora le alture, un disegno di china che pare che piova.
chissà.

[ho avuto in dono anche Gelo di Bernhard. saprò dirvi. e scopro il Gran Magro.]